Grecia 2026: il viaggio come spazio terapeutico
Grecia 2026: il viaggio come spazio terapeutico
C’è un momento in cui la teoria non basta più e possiamo sentire il bisogno di un contesto diverso, uno spazio che rompa le abitudini e ci metta di fronte a noi stessi, fuori dalla zona di comfort. Dal 29 settembre al 5 ottobre 2026 parto per il prossimo viaggio Ithera: sette giorni in cui portiamo la psicoterapia di gruppo fuori dallo studio, sul mare, tra le rocce del Mani, dentro la luce morbida di inizio autunno della Grecia.
Il viaggio nel viaggio
Si parte dalla fiducia, il primo giorno, davanti all’Acropoli di Atene al tramonto per costruire una cornice sicura, un clima in cui si possa essere veri senza dover dimostrare nulla. Il giorno dopo arriva il controllo, quel bisogno di gestire, prevedere, tenere tutto in ordine che spesso scambiamo per forza, e che invece rischia di ingabbiare le nostre vite. Il terzo giorno il lavoro si sposta dalla testa al sentire attraverso il corpo e le emozioni. Ciò che emerge, quando il controllo molla la presa, è più difficile da mettere in parole ma più facile da essere attraversato. Poi arriva la paura, quarto giorno, un segnale da rispettare e onorare ma una soglia da attraversare con presenza e coraggio amorevole. Subito dopo: l’ignoto. Il quinto giorno incontriamo lo spazio vuoto, il punto zero, l’inizio di ogni cambiamento, dove non si sa ancora dove si sta andando ma dove ci apriamo alle infinite possibilità di fronte a noi. Ultimo giorno, la guida per ritrovare una direzione che nasce da dentro, non da fuori, e imparare a distinguere quando si reagisce e quando davvero si sceglie.
Perché farlo in viaggio
Perché il corpo, quando si muove davvero, porta con sé anche la mente: camminare fino a un faro, immergersi in un’acqua che non conosciamo, attraversare un tratto di costa senza sapere bene cosa troveremo dietro la prossima curva sono esperienze che il corpo vive prima ancora che la testa le elabori. E in psicoterapia è spesso proprio lì, in quel prima, che si annida il materiale più autentico. Il viaggio diventa così una sorta di laboratorio dal vivo dove ogni cambio di paesaggio è anche un cambio di stato interno, ogni tappa che lasciamo alle spalle è una piccola prova di quello che stiamo imparando ad attraversare.
Chi può partecipare
Non serve alcuna esperienza precedente con la psicoterapia, né una “preparazione” particolare. Il gruppo è composto da persone diverse per età e storia, e proprio questa eterogeneità è spesso una risorsa: allarga gli sguardi, moltiplica gli specchi in cui vedersi con più chiarezza. Sono previsti anche spazi quotidiani per colloqui individuali, per chi sente il bisogno di un momento a due. Se questo modo di lavorare su di sé — in movimento, con il mare come specchio e non come sfondo — ti incuriosisce, trovi tutte le informazioni pratiche, le date e le modalità di prenotazione sul sito di Ithera.
Viaggi precedenti:
Grecia 2025: Il viaggio è compiuto: Ithera, Grecia e trasformazione
Elba 2026: Psicoterapia in viaggio: 6 giorni all’Elba (le testimonianze)
Toscana 2026: Lavorare sulle emozioni nel cuore del Chianti
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