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Grof e gli stati di coscienza olotropici | Psicologo Milano Simone Curto
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Grof e gli stati di coscienza olotropici

Grof e gli stati di coscienza olotropici

Grof e gli stati di coscienza olotropici

 

Dall’Io al Sè: gli stati di coscienza oltre la mente

 

Lo studio empirico e scientifico degli stati di coscienza transpersonali, oltre la persona appunto, hanno aperto all’idea emergente di una dimensione più vasta della coscienza individuale, nel presupposto che oltre i confini dell’Io psicologico e della dimensione inconscia esistesse un super-conscio, o Sé superiore, nucleo più saggio ed elevato dell’individuo in contatto con l’inconscio personale e collettivo come narrato nelle esperienze mistiche e non di ogni tempo. Nell’ambito di tale ricerca sono particolarmente significativi gli studi condotti da Stanislav Grof su migliaia di pazienti portati a fare esperienze di ordine olotropico, cioè transpersonale, dai quali l’autore ha ricavato alcuni importanti assunti di base che presentiamo di seguito.

 

Effetto Radar

 

Sembrerebbe che nell’esperienza di ordine transpersonale, a differenza che negli stati di coscienza ordinari, gli individui abbiamo come una radar interiore, definito dall’autore Effetto Radar, che consente di far emergere spontaneamente dalla coscienza i conflitti o i problemi principali, “rendendolo immediatamente disponibile alla mente conscia” (Grof, 1996). La connessione con le dimensioni transpersonali favorirebbe l’emersione spontanea a livello mentale, emotivo e corporeo, di vissuti personali, anche quelli più primordiali, con la possibilità di elaborandoli più in profondità.

 

I sistemi COEX

 

Le memorie emotivamente più significative “si acculano nella psiche non come frammenti isolati ma sotto forma di costellazioni complesse” simili ai complessi psicologici elaborati da Jung. Ciascuno di questi sistemi consiste in memorie emotivamente cariche che provengono da diversi momenti della vita, ruotano intorno ad un tema centrale e affondano le loro radici ben oltre la storia individuale dell’individuo risalendo sia a esperienze traumatiche legate alla vita intrauterina prima del parto comprendendo anche “vite passate, gli archetipi dell’inconscio collettivo, l’identificazione con altre forme di vita e con processi universali (Grof, 1996).

 

 

Le matrici perinatali

 

Negli stati non ordinari di coscienza le persone abbandonano gli eventi biografici della prima infanzia per entrare nel regno delle esperienze associate al trauma biologica della nascita ovvero l’esperienza di separazione dal corpo materno (quarta matrice, MPB IV o Morte e Rinascita), delle esperienze vissute procedendo lungo il canale del parto (terza matrice, MPB III o Lotta di Morte e Rinascita), delle esperienze di contrazione dell’utero materno prima della dilatazione (seconda matrice, MPB II o Precipitazione nel cosmo e impossibilità di uscita), delle impressioni intrauterine prima del parto (prima matrice perinatale, MPB I o Universo Amniotico).

 

Stati olotropici e psicoterapia

 

Oltre le credenze individuali rispetto a questo tema è importante sottolineare come tali contenuti della coscienza “oltre la mente” permetterebbero di ricercare, dare significato ed elaborare conflitti che possono prendere le forme simboliche più disparate. Entrare nell’universo transpersonale significa perciò ridisegnare le mappe della coscienza per portare il pensiero psicologico ad un cambio di paradigma: se vogliamo perseguire un cambiamento il più profondo ed efficace possibile è necessario tenere conto ciò di tutti i livelli dell’essere e prendere in considerazione, unitamente alle dimensioni dell’ego e del sistema biopsichico allargato corpo-mente-emozione, il mondo dello spirito e le dimensioni della coscienza oltre l’ordinario.

 

Per approfondire:

Dall’Io al Sè: la psicologia transpersonale

 

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