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Espandere gli stati di coscienza in psicoterapia | Psicologo Milano Simone Curto
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Espandere gli stati di coscienza in psicoterapia

Espandere gli stati di coscienza in psicoterapia

Espandere gli stati di coscienza in psicoterapia

 

 

Lavorare con gli stati di coscienza in psicoterapia significa innanzitutto osservare un problema o una questione che un paziente porta in terapia in maniera allargata e integrale. Ecco perché in psicoterapia transpersonale, oltre agli aspetti mentali ed emotivi, già ad appannaggio dei consueti approcci terapeutici, osserva e integra il piano corporeo e l’aspetto spirituale dell’essere umano, la parte più profonda ed essenziale di noi. Questa possibilità è favorita dall’utilizzo di pratiche di ascolto interiore, mindfulness, meditazione: quando tutti questi aspetti vengono integrati il cambiamento auspicato avviene su tutti i livelli e la psicoterapia amplifica il suo potere di trasformazione e guarigione interiore.

 

 

Vedi anche: I vantaggi di un Approccio Integrale in Psicoterapia

 

L’osservatore che è in noi

 

 

Espandere il nostro stato di coscienza significa innanzitutto permetterci di ampliare la nostra consapevolezza al di là dei confini della realtà ordinaria, dis-identificarsi da quello che pensiamo o crediamo di sapere di noi stessi e il mondo. Favorire lo sguardo sui nostri stati interiori, lasciare spazio all’osservatore interiore che è in noi, significa allenare la capacità di mettersi in uno stato di osservazione distaccata e consapevole: osservare i nostri pensieri, emozioni, sensazioni fisiche e comportamenti senza identificarsi completamente con essi. Tutte le metodologie che favoriscono questa esperienza permettono di raggiungere nuove prospettive, connessioni profonde con il proprio mondo interiore e una visione più ampia della nostra esistenza.

 

 

Vedi anche: Sull’osservatore che è in noi

 

 

 

La dis-identificazione: oltre la persona

 

 

Questo processo permette di riconoscere i modelli limitanti che ci trasciniamo da esperienze passate o da condizionamenti culturali: attraverso la connessione con il nostro sé più profondo, possiamo lavorare per superare paure, credenze limitanti e schemi disfunzionali che possono ostacolare la nostra crescita personale.  La psicologia transpersonale è quell’approccio psicologico che si concentra sull’esplorazione dell’esperienza umana oltre la dimensione personale: trascendere le maschere e i ruoli che assumiamo nella vita di tutti i giorni per cogliere la dimensione più autentica di ognuno di noi. Riconoscere e accettare parti di noi per permetterci il cambiamento.

 

 

 

Vedi anche: Favorire la dis-identificazione in psicoterapia

 

 

 

Accesso alle qualità interiori

 

Favorendo la dis-identificazione possiamo avere accesso alle nostre qualità interiori che non percepiamo immediatamente, risorse interne nascoste, come l’intuito, la creatività, la forza: queste risorse possono essere utilizzate per affrontare le sfide personali, superare blocchi emotivi e psicologici. Tutte le pratiche che favoriscono l’espansione di coscienza ci parlano inoltre di una dimensione, oltre quella egoica, e della possibilità di dialogo con qualcosa di più grande di noi. Nel recupero della dimensione spirituale dell’individuo la psicoterapia transpersonale riconosce l’importanza di integrare il trascendente con l’immanente, il personale con il transpersonale, lo spirituale e l’esperienza di vita quotidiana. Il lavoro con gli stati di coscienza può aiutarci a sperimentare una connessione più profonda con noi stessi, gli altri e il mondo intorno a noi per sviluppare un senso di significato e scopo nella vita, superando la sensazione di separazione e isolamento.

 

 

 

Vedi anche: Esplorare l’inconscio: il potere degli archetipi in psicologia

Lettura consigliate

 

 

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