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Jung: dal profondo dell'Anima | Psicologo Milano Simone Curto
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Jung: dal profondo dell’Anima

Jung: dal profondo dell’Anima

Il lavoro Carl Gustav Jung nasce dalla pratica con i suoi pazienti attraverso cui ha potuto poi costruire il proprio modello clinico. Ecco alcuni tra i concetti chiavi della teoria junghiana:

 

Inconscio Collettivo

Accanto al concetto di inconscio individuale, relativo al singolo individuo, l’inconscio collettivo è la maggiore novità della teoria junghiana che unisce ontogenesi e filogenesi, il processo individuale e quello della specie. L’inconscio collettivo è depositario dei modi tipici di reagire elaborati dall’umanità sin dal principio dell’esistenza, di immagini primordiali collettive (archetipi) ed è condiviso da tutti. L’inconscio collettivo, inizialmente da lui stesso definito Uberpersonliche (transpersonale) sarebbe l’artefice della fondamentale interconnessione di ogni psiche individuale e sarebbe popolato da archetipi i quali costituiscono la base stessa di ogni esperienza transpersonale.

 

La Persona

Intesa come la maschera che l’individuo indossa e che lo inquadra in un ruolo sociale. Rappresenta il modo in cui noi ci poniamo verso il mondo e nasce dalla predisposizione e accettazione del ruolo assegnato dal mondo esterno. Il pericolo è un’eccessiva identificazione con la maschera e una perdita di identificazione con l’Io per il compiacimento degli altri o per nascondere le nostre fragilità. Non è necessariamente un concetto disfunzionale ma lo diventa se la persona non ne è consapevole o non è in grado di utilizzare la giusta maschera al momento opportuno. Con il passare degli anni infatti si rischia di diventare prigioniero di una “corazza” fisica e caratteriale e ad un imprigionamento del vero Se, a spese del desiderio, della pulsazione vitale, della spinta a vivere la vita.

 

Ombra

La somma di tutte le disposizioni psichiche che a causa della loro inconciliabilità con la forma di vita scelta coscientemente si uniscono nell’inconscio a tendenze contrarie, formano l’ombra. L’ombra riguarda la tendenza ad allontanare tutte le caratteristiche e i contenuti che si oppongono alla Persona, ed include aspetti indesiderati dal punto di vista personale, familiare e collettivo. La presa di coscienza dell’ombra è il compito del processo terapeutico.Tutto ciò che agisce nell’ombra è più condizionante perché agisce nell’inconsapevolezza.  La paura è legata alla potenzialità. Una delle cose che ci spaventa è la nostra luminosità, le cose che ci fanno crescere, che espandono la coscienza. Si può vedere la via ma evitarla, bloccando le proprie potenzialità. Guardare alle nostre potenzialità può portare a un senso di timore rispetto la luminosità e la grandezza. Prendere consapevolezza delle proprie ombre è un’occasione: il tema non è tanto che ci sia ombra o luce ma che essa non si cronicizzi. Intelligenza è plasticità, flessibilità, movimento, trasformazione, consapevolezza, integrazione.

 

Archetipi

L’inconscio collettivo contiene uno strato profondo dove è depositato il patrimonio psicologico dell’umanità, i suoi contenuti non sono stati acquisiti individualmente ma ereditati. Gli archetipi sono costellazioni che contengono le esperienze umane originarie, i conflitti e la loro soluzione possibile. La psicologia di Jung mira a promuovere e sviluppare le funzioni dell’Io indispensabili per un dialogo creativo con gli archetipi. Quando si lavora con l’inconscio si lavora con immagini e forme ecco perché le metafore o le terapie immaginative funzionano sempre con i pazienti. Gli archetipi sono la matrice di disposizioni a fare esperienza in un certo modo. Quando diventiamo genitori entriamo in contatto con l’archetipo di quella esperienza. Quando un archetipo bussa alla nostra porta lasciamolo entrare e rimaniamo disponibili a farci trasformare: se proviamo non cadiamo nel vuoto ma siamo sorretti dal destino, il vuoto è pieno. Se neghi l’archetipo sei gestito da esso, se lo accogli c’è cambiamento (consapevolezza, libero arbitrio, coraggio)

Se ti interessa approfondire: il legame tra psicologia e archetipi

 

Auto-realizzazione

Jung non parla mai infatti di guarigione ma di processo di auto-realizzazione dell’individuo. Il processo di individuazione consiste in un processo di differenziazione che ha per meta lo sviluppo della personalità individuale e si articola in due operazioni differenziazione e integrazione. Per Jung l’ individuazione è quello che ognuno di noi è chiamato a fare al fine di sviluppare la propria personalità individuale e differenziarsi dagli altri, diventando unico. Il processo di individuazione è il fine stesso dell’esistenza. Questo processo è naturale, spontaneo e autonomo. Non c’è
alcuno sforzo, è una pratica meditativa. Bisogna avere la visione della naturalità del cambiamento. Dentro di noi c’è già tutto è solo che non lo sappiamo vedere integrato. Se c’è sforzo ci troviamo ancora nella sfera egoica. Tutte le volte che miglioriamo il nostro Sé aiutiamo gli altri. E’ importante essere felici e fare cose che ci rendono felici. Non bisogna pensare di poter risolvere i problemi degli altri altrimenti si entra nell’onnipotenza. Bisogna avere rispetto dell’autenticità per ciò che ciascuno di noi “in fondo” è.

 

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