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Dall'Io al Sè: la psicologia transpersonale | Psicologo Milano Simone Curto
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Dall’Io al Sè: la psicologia transpersonale

Dall’Io al Sè: la psicologia transpersonale

Dall’Io al Sè: la psicologia transpersonale

 

Oltre la persona, oltre l’Io

 

La psicologia transpersonale ritiene infatti che la percezione soggettiva della coscienza individuale non possa accedere alla vera conoscenza: la coscienza individuale viene considerata l’insieme delle parti che veniamo conoscendo di noi stessi, il senso di identità e unità che percepiamo, osserviamo e di cui facciamo esperienza e che è possibile definire Io decodificato.

 

Sugli stati di coscienza transpersonali

 

 

Gli studi transpersonali sugli stati di coscienza non ordinari (o cosiddetti tali) hanno aperto a dimensioni oltre quelle della coscienza individuale svelando un mondo ancora più grande di quello aperto da Freud e dalla psicoanalisi, costituito dagli innumerevoli livelli di manifestazione della coscienza, come se essa stessa fosse “un Città, un aspetto dell’Assoluto inconoscibile” (De Luca, 1995, p.83). Lo studio empirico e scientifico degli stati di coscienza transpersonali, oltre la persona appunto, hanno aperto all’idea emergente di una dimensione più vasta della coscienza individuale, nel presupposto che oltre i confini dell’Io psicologico e della dimensione inconscia esistesse un super-conscio, o Sé superiore, nucleo più saggio ed elevato dell’individuo in contatto con l’inconscio personale e collettivo come narrato nelle esperienze mistiche e non di ogni tempo.

 

Dall’Io al Sè

 

La psicologia transpersonale chiama perciò l’Io decodificato semplicemente l’Io, il quale rappresenta la personalità, quella parte di noi di cui siamo consapevoli e con la quale ci identifichiamo a partire dalla nostra storia individuale personale. Il Sé transpersonale rappresenterebbe invece il serbatoio del nostro potenziale, il luogo dove sono presenti tutte le qualità più nobili dell’essere umano dal punto di vista evolutivo. Oltre a queste due dimensioni possiamo riconoscere un Io individuato, cioè “l’Io che connette le diverse parti alla totalità, l’insieme del nostro essere individuale, di ciò che conosciamo e non conosciamo di noi stessi; l’insieme delle nostre potenzialità, delle nostre realizzazioni presenti, passate e future” (Lattuada, 2004).

 

Le dimensioni del Sè

 

L’Io o il Sé personale non sarebbero altro che un riflesso del Sé transpersonale, come una goccia fa parte di un oceano molto più ampio e profondo. Il Sè Transpersonale è quella zona della psiche dove risiedono le più elevate qualità dell’animo umano e da dove provengono le intuizioni e le ispirazioni superiori, artistiche, filosofiche e scientifiche, ma anche gli slanci altruistici e gli stati di illuminazione e di estasi (Assagioli, 1993).

 

Alcuni autori:

Stanislav Grof

Pierluigi Lattuada

 

Il Sè in psicoterapia

 

Per la psicologia transpersonale l’accesso agli stati di coscienza “oltre la mente”, oltre le identificazioni quotidiane, permette la connessione con la dimensione del Sé transpersonale nel quale è possibile osservare i contenuti dell’Io individuale senza giudicarli, attaccarsi, identificarsi, e allo stesso tempo entrare in contatto con la nostra vera essenza, “chi siamo veramente”, oltre i confini, i bisogni, le paure e i giudizi personali. Il contatto con il Sé permetterebbe all’individuo di disidentificarsi dalle proprie strutture egoiche, integrandole in un centro superiore e favorendo il processo di cambiamento e auto-trascendenza. La connessione con il Sé permetterebbe inoltre di fare esperienza di un senso di connessione e di sacralità̀ con la vita, qualcosa che va oltre la persona, l’esperienza concreta unitaria dell’essere, oltre le mancanze, i bisogni e gli apparenti stati di separazione del mondo duale.

 

Per approfondire sul tema:

Psicoterapia Transpersonale

Psicologia Transpersonale

Biotransenergetica (BTE)

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