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Bioenergetica: il corpo in psicologia | Psicologo Milano Simone Curto
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Bioenergetica: il corpo in psicologia

Bioenergetica: il corpo in psicologia

La bioenergetica o analisi bioenergetica è una psicoterapia corporea ideata da Alexander Lowen, medico e psicoterapeuta statunitense, che focalizza l’attenzione sulla dimensione corporea all’interno dello studio della psicologia. La visione sistemica dell’individuo, concepito come biosistema, identità funzionale mente-corpo, ha consentito di delineare guna mappa della coscienza in termini di conflitto e trasformazioni psicosomatiche. I principi dell’opera di Lowen, e di Wilhelm Reich prima di lui, diventano parte fondamentale delle intuizioni della psicologia transpersonale riguardanti un’approccio integrale in psicologia, che tenga conto della totalità corpo-mente-anima dell’individuo.

 

Vedi anche: “Bioenergetica” : Lowen e il corpo in psicoterapia

 

Pulsione Vitale

 

L’energia è la vitalità di un organismo, prodotto dell’insieme di processi biochimici e metabolici che gli permettono di vivere e che si manifesta nel movimento e nei processi di espansione e contrazione tipici di ogni essere vivente, la pulsione vitale. Ogni psicologia che voglia integrare il versante mentale a quello corporeo ha, nel proprio intento, la volontà di sciogliere la rigidità della struttura caratteriale aumentando la pulsazione vitale dell’individuo.

 

La corazza caratteriale

 

Il termine corazza caratteriale esprime la globalità delle tensioni muscolari croniche del corpo. Questa struttura serve all’individuo per fronteggiare le esperienze frustranti e dolorose della vita ma dall’altro lo blocca nel suo movimento vitale, ingabbiandolo in un rigido modo di vivere. La corazza caratteriale salva dal dolore ma impedisce il piacere. Più si riduce il contatto con la percezione di noi stessi e più la struttura del biosistema è contratta o corazzata.

 

La terapia

 

Da una parte la terapia ha come obiettivo quello di rendere consapevole il paziente delle limitazioni e dagli schemi della propria struttura caratteriale, per permettere il recupero di una maggiore vitalità, dall’altra di riconoscere l’unicità dell’individuo come espressione del proprio vissuto somato-psichico, unico e irripetibile. I blocchi psico-somatici possono essere sciolti nei diversi livelli poiché iscritti nel corpo. Alcuni spunti sui vari livelli da prendere come meri spunti di riflessione.

 

Vedi anche: I vantaggi di un Approccio Integrale in Psicoterapia

 

Livello oculare

 

Il primo è il livello degli occhi. L’atto del nascere è anche detto vedere la luce. Gli occhi esprimono dunque il primo contatto con la realtà. Spesso all’atto del guardare non corrisponde l’atto del vedere. E’ guardando una persona negli occhi che ci si accorge del livello della sua coscienza, della profondità, della chiarezza e lucidità. Gli occhi sono un mondo; possono essere spaventati, vuoti, fronteggiare le esperienze frustranti e blocca nel suo movimento pulsativo modo di vivere la vita. Occhi opachi, assenti, impenetrabili, penetranti, inquietanti, luminosi, profondi, attoniti, quieti, sfuggenti, fissi, cattivi, agitati, sognanti, smarriti, accesi, sereni, maliziosi, buoni, attenti. Gli occhi rivelano dunque l’essenza di un uomo, la sua indole e la qualità della relazione con se stessi e con il mondo ed il suo grado di presenza. Essere negli occhi significa esserci.

 

Livello orale

 

Il secondo è il livello della bocca che comprende le labbra, i denti e la mandibola. Poiché la bocca è collegata alla fase dell’allattamento e poi dello svezzamento questo secondo livello esprime le tematiche orali, quindi il rapporto con l’affettività ed il tema del bisogno e della dipendenza.
Nel livello della bocca c’è la mandibola che ha una grande capacità di serrarsi e di bloccare le emozioni. La mandibola può contenere insieme al mento forti cariche di rabbia imprigionata. Una bocca che non si vuole aprire esprime con chiarezza la sfiducia, il timore di essere invasi, il rifiuto a far entrare chiunque.

 

Livello cervicale

 

Il terzo è il livello del collo che comprende anche l’interno della gola. Naturalmente bisogna sempre avere presente che ogni livello sfuma in quello successivo. Ciò è molto evidente con la gola che è al confine tra il secondo e il terzo. Esprime le tematiche narcisistiche, l’immagine di sé da portare nel mondo, il modo di percepire il proprio io. Andare a testa alta o piegare la testa in realtà sono due atteggiamenti opposti di sé resi possibili dalla postura del collo. Nel collo c’è la rigidità, la paura di lasciarsi andare.Ma soprattutto c’è la gola. La gola è la saracinesca per bloccare le emozioni che salgono dal cuore. Può diventare una vera barriera che separa la testa dal resto del corpo. Testa e cuore finiscono col non comunicare e nel linguaggio comune si dice soffocare le emozioni.

 

Livello toracico

 

Il quarto è il livello del torace dove c’è il cuore che oltre ad essere l’organo che pompa la vita è anche la porta d’ingresso della nostra identità essenziale. Ci sono poi le spalle che richiamano il tema del masochismo, della sopportazione, della paura e della rabbia serrate tra le scapole, le spalle curve, rassegnate, sottomesse oppure che possono sostenere qualsiasi peso. C’è il tema del respiro…. Ci sono i polmoni e quindi c’è il rapporto con l’energia vitale. Il torace può essere gonfio, incapace di arrendersi nell’espirazione. Può essere scarico, depresso, con poca energia ed incapace di inspirare, di prendere, di riempirsi. Nel cuore ci sono emozioni profondissime da esplorare, tenute ingabbiate, negate o ibernate. Questo livello comprende inoltre le braccia e le mani; accenniamo quindi al tema del toccare, accarezzare, prendere, lasciare.

 

Livello diaframmatico

 

Il quinto è il livello del diaframma. Da esso dipende tutta la respirazione, è proprio bloccando il respiro che ogni emozione può essere controllata e repressa. Il diaframma è la principale saracinesca che può spezzare il corpo in due, separando la parte istintuale dal cuore, imprigionando con l’aiuto della gola ogni impulso, ogni sentimento, ogni intensità ed ogni piacere. Il blocco del diaframma, che ognuno di noi ha nella nostra cultura, chi più e chi meno, impedisce anche di far arrivare energia ai genitali, diminuendo l’energia sessuale. Il diaframma sancisce il rapporto con l’energia vitale e con la nostra vitalità.

 

Livello addominale

 

Il sesto è il livello della pancia. Anche qui c’è un mondo di emozioni viscerali ed inoltre ci sono tanti organi raggruppati, dalla milza, al fegato, al pancreas, allo stomaco. C’è il tema della digestione, di come il cibo viene assimilato, il tema dell’ansia. Nella pancia c’è l’ombelico a cui nella fase intrauterina era collegato il cordone ombelicale. C’è il tema della nausea, del rigetto, della disperazione profonda, fino al punto di sentire nella pancia un buco, una voragine.

 

Livello pelvico

 

Il settimo è il livello del bacino che ovviamente comprende gambe e piedi ed i genitali. L’intensità del nostro piacere dipende molto dalla quantità e dall’intensità di energia libidica che si scarica attraverso i genitali. Il blocco del bacino e delle pelvi limita ed a volte impedisce questa scarica, insieme naturalmente al blocco degli altri livelli. Nelle gambe c’è poi il tema del radicamento, della fiducia o sfiducia nella vita, della solidità, del contatto con la terra, dell’equilibrio.

 

Grounding

 

Lowen riprende, nella sua concezione clinica, la struttura dei blocchi reichiani ma sposta l’attenzione dal piacere inteso come aspetto legato alla sessualità al piacere di essere vivi. Focalizza poi la sua attenzione sulla capacità di essere in contatto con la realtà definendo questa capacità “grounding” ovvero, radicamento a terraIl grounding si basa sulla convinzione che le difese riducono la capacità di contatto con la realtà e strutturano un ritiro, non solo corporeo ma anche mentale.

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